Inanellamento Scaligero

L’inanellamento di avifauna selvatica a scopo scientifico è un metodo di ricerca basato sulla cattura e il marcaggio individuale degli uccelli. Fu usato per la prima  volta in Danimarca, nel 1889, ad opera di un privato cittadino che appose anelli metallici col proprio indirizzo sulla zampa di alcuni storni. In Italia la tecnica si è sviluppata a partire dal 1929. 
La cattura di uccelli di piccole e medie dimensioni si effettua principalmente con l'uso di reti, dette mist-nets o reti foschia, solitamente composte da quattro sacche e lunghe 12 metri, montate verticalmente su pali infissi nel terreno.

 

Reti in Lessinia


Durante le operazioni di cattura le reti sono controllate almeno una volta ogni ora. In caso di condizioni climatiche difficili la frequenza di controllo aumenta. Gli uccelli catturati vengono deposti in sacchetti di tela allo scopo di mantenerli tranquilli per il breve lasso di tempo intercorrente tra il momento della cattura e quello dell’inanellamento e successiva liberazione.

 

L'inanellatore, dopo aver estratto l'uccello dal sacchetto e averlo impugnato con la corretta tecnica,  ne determina prima di tutto la specie di appartenenza, poi colloca, utilizzando un'apposita pinza, un anello di dimensione idonea sulla zampa dell'animale. Sull'anello è impresso un numero e l'indirizzo dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. L'esame dell'uccello continua con la determinazione dell'età e del sesso e la misurazione della lunghezza dell’ala chiusa (corda massima),

 

Corda massima su Passera Scopaiola

 

della terza remigante, del tarso, del becco. Si verifica quindi lo stato di muta delle penne dell'ala e del corpo, l’accumulo di grasso sottocutaneo e lo sviluppo muscolare. Al termine di queste operazioni l’uccello viene pesato e rimesso in libertà.  

Il marcaggio individuale consente di determinare, in caso di ricattura, gli spostamenti degli uccelli resi individualmente riconoscibili dal numero presente sull’anello, unico e irripetibile.

 

In Europa sono attivi più di 10.000 inanellatori in gran parte non professionisti. In ogni stato europeo le attività sono dirette da un centro di coordinamento nazionale. In Italia tale funzione è svolta dall’ISPRA, ex INFS, che provvede alla formazione degli aspiranti inanellatori, raccoglie ed elabora i dati, effettua gli esami di abilitazione e si coordina con l’Euring (l’Unione Europea per l’Inanellamento). La banca dati dell’ISPRA custodisce 3,2 milioni di dati di inanellamento con 160.000 dati di ricattura riferiti a più di 340 specie di uccelli. In Italia vengono inanellati circa 200.000 uccelli ogni anno da parte di circa 400 inanellatori. 

Le attività di inanellamento consentono di:

  • determinare le rotte seguite dai migratori e le aree ove essi trovano possibilità di riposo e alimentazione;
  • determinare con precisione i quartieri di svernamento e di nidificazione delle varie specie;
  • determinare la durata dei viaggi di migrazione e l’influenza che le condizioni climatiche hanno su di essi;
  • conoscere la durata media della vita di ciascuna specie;
  • registrare la dinamica delle popolazioni di specie comuni misurando le variazioni numeriche annuali e il variare della percentuale di giovani e adulti in una popolazione da un anno all'altro;
  • determinare l’uso dell’habitat da parte di varie specie;
  • verificare la presenza di specie rare e difficilmente censibili con altri metodi.

Per svolgere l’attività di inanellamento a scopo scientifico è necessario ottenere un patentino dall’ISPRA (di tre livelli: C per principianti, B e A per esperti) e l’autorizzazione dall’Ente territoriale nel quale si esercita (Regione, Provincia autonoma, Parco...).
L'iter per ottenere il patentino è piuttosto lungo e passa attraverso l'apprendistato presso inanellatori esperti al termine del quale il candidato sosterrà un esame di idoneità.
(Testo a cura di Marco Morbioli)

 

 

INANELLAMENTO SCALIGERO

raccolta dati delle catture

 Pontoncello

 Stazione di Pontoncello - Zevio

 Fraselle

 Stazione di Fraselle di sotto - Giazza

 Frassino_365

 Stazione del Frassino - Peschiera

 trentino_283

Stazione di Bocca di Caset in Trentino

   


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